lunedì 1 febbraio 2016

Vignola e Solofra, cinque anni di campagna elettorale



Per chi non se ne fosse ancora reso conto, il sindaco pro tempore di Solofra Michele Vignola ha già cominciato la sua campagna elettorale in vista delle Comunali del 2017.

Una campagna elettorale che lo vedrà in campo, stavolta, privo dell’attenuante generica dell’eredità trovata in Comune (ma, a ben guardare, neanche nel 2012 avrebbe potuto parlare criticamente del passato, visto che ha rappresentato parte integrante di quel passato tanto bistrattato).

Il sindaco è già sul palco, incurante delle difficoltà che attanagliano la comunità di Solofra, non ultima la riprovevole vicenda dell’assenza ingiustificata della maggioranza all’ultimo Consiglio comunale (… a proposito, caro sindaco, quando deciderà di spiegare alla cittadinanza quanti e quali sono stati i problemi che hanno impedito la sua maggioranza di affrontare un tema delicato e già noto come quello dei debiti fuori bilancio in Aula?).

Resiste in sostanza il sindaco, alimentando l’immaginario di un primo cittadino pronto ad affilare le armi perché altrove non si realizzi l’esproprio di un pezzo di potere a Palazzo di Città.

Nelle ultime settimane, sui social network, rimbalzano i cinegiornali delle attività di propaganda giornalistica dal sapore beffardo in cui il sindaco ripercorre cronologicamente l’impegno dell’amministrazione per lo sviluppo, per il territorio, per l’ambiente, per il Distretto industriale, impegno che andava però sempre a sbattere contro qualche entità terza.

Eppure sono passati più di quattro anni da quando il sindaco pro tempore di Solofra inaugurava la sua ultima campagna elettorale passeggiando per le strade di Solofra, circondato da cittadini e militanti (un po’ scettici…) ma disponibili all’ascolto, promettendo la rinascita del Distretto e del Comune come il fiore all’occhiello della Regione.

Oggi il Distretto e il Puc tornano a essere la promessa preferita di Vignola per ricompattare il proprio elettorato.

A oltre quattro anni da quella campagna elettorale, Vignola ha ancora la faccia tosta di parlare di “partecipazione dei cittadini ai processi decisionali”. Una politica di chiacchiere che raccoglie, nonostante tutto, un certo credito tra alcuni settori della cittadinanza, inconcepibile per chiunque rifletta sulle scelte fatte su Solofra in questi anni.

In realtà, già da qualche mese il sindaco è impegnatissimo a ricompattare quel gruppo sociale eterogeneo fatto di piccola borghesia, industriali e movimenti sociali che gli fruttò la vittoria alle scorse elezioni.

Ci si dedica da un lato attraverso la nota strategia vittimista che lamenta l’accerchiamento da parte dei poteri forti; dall’altro, tramite un fitto calendario di incontri e interviste sui media locali più disparati, condito da dichiarazioni ammiccanti. In questo senso, il “noi contro tutti” che risuona a Solofra è solo il tassello più vistoso di una campagna elettorale iniziata con largo anticipo sulle prossime consultazioni.

lunedì 11 gennaio 2016

L'ennesimo clamoroso autogol di Vignola



Non so quanti e quali siano i consiglieri o i “consigliori” del sindaco. Quel che è certo è che anche ieri Vignola ha fatto un clamoroso autogol.

Attaccare (presuntamente) la Rai a mezzo stampa (peraltro con una nota inviata soltanto in serata) per “… non essere stato invitato” alle riprese del servizio che è stato realizzato a Montoro è sembrato voler giustificare il proprio operato senza che sia stato richiesto.

In genere, caro sindaco, quando le troupe dei media si recano in un posto per fare un reportage, a meno che non si tratti del Presidente della Repubblica, di certo non devono prendersi la briga di inviare “inviti” o “piccioni viaggiatori”.

Anche perché ieri il servizio è stato realizzato all’aperto, in uno spazio pubblico, senza “selezione all’ingresso”.

Tanto è vero che a Montoro - in difesa di Solofra - erano presenti rappresentanti del mondo della concia, rappresentanti delle associazioni ambientaliste di Solofra, esponenti del Consiglio comunale di Solofra.

Se il sindaco non era stato invitato o per altre motivazioni era impossibilitato a recarsi a Montoro, ebbene, ha una Giunta e una maggioranza che erano (?) in grado di fare le sue veci.

Invece, nulla di tutto questo. Così come accaduto a fine novembre con la marcia su Solofra delle associazioni dell’agro nocerino sarnese e della Valle dell’Irno, anche ieri il sindaco di Solofra Vignola (e per suo nome tutta la maggioranza e la Giunta a Palazzo Orsini) ha preferito nascondersi nella sua torre d’avorio dispensando annunci a cose fatte.

In questi quattro anni di governo Vignola, l’immagine del Comune di Solofra ed il buon nome dei solofrani hanno pagato e stanno pagando un prezzo altissimo.

I discutibili provvedimenti messi in campo dopo lo scandalo dell’inquinamento da Tce della falda acquifera (su cui è al lavoro la Procura), le due marce su Solofra a distanza di pochi mesi contro l’inquinamento della Solofrana, poi la relazione dei pm di Avellino alla Commissione Ecomafie e poi ancora le telecamere della tivvù di Stato…

Tutto questo è disdicevole e vergognoso per la nostra città, per il Distretto della Concia, per la categoria degli Industriali di Solofra.

Ma come può la politica della nostra città restare in silenzio?

Dopo quattro anni di Governo cittadino, il sindaco Vignola è stato bravo solo a presenziare alle manifestazioni, a scrivere articoli sulla stampa, a dare la colpa per le mancate promesse una volta a chi lo ha preceduto in Comune (dimenticando di essere stato parte integrante dei precedenti governi cittadini) e l’altra alla precedente amministrazione alla Regione.

I solofrani stanno letteralmente pagando sulla loro pelle le scelte irresponsabili operate dal Comune negli ultimi quattro anni e sulle maggiori questioni che riguardano il territorio e l’ambiente il sindaco Vignola sta ancora aspettando risposte dalla Regione.

Come può un sindaco pensare che la salute dei solofrani e il futuro del proprio paese possa aspettare i tempi di risposta di una politica burocratica, lenta e lontana dalle esigenze delle persone?

Ormai l’inadeguatezza e l’incapacità del sindaco è palese, farebbe bene ad ammettere le sue colpe ed a chiedere scusa ai solofrani per non averli mai difeso.

Così come dovrebbe vergognarsi una parte della cittadinanza che per meri interessi personali resta in silenzio dinanzi a questo saccheggiamento della città.

Caro sindaco non serve nasconderti nella tua torre d’avorio dispensando annunci e uscendo qualche volta solo per indossare la fascia.

mercoledì 18 novembre 2015

Acquaiuo’, l’acqua è fresca?



Chi si aspetta in risposta una verità spassionata deve porre la domanda a qualcuno che non sia direttamente coinvolto nella questione. Altrimenti, se ne va del suo buon nome o del lavoro che svolge, chi risponde lo fa in difesa dei suoi interessi.

Questo in sintesi è quanto successo nel corso della conferenza stampa convocata dal sindaco di Solofra Vignola sulla questione acqua.

Vale la pena - a questo punto - fare un po' di chiarezza rispetto alle parole proferite da Vignola nei giorni scorsi (anche a mezzo comunicato stampa) sulla legge approvata in Regione Campania sul riordino del servizio idrico integrato e su quelle che saranno le ricadute su un territorio particolare come quello di Solofra.

Il Comune di Solofra, Irno Service o chi per esso, manterrà la gestione dell'acqua nella città della concia? 

La famosa ATI (associazione temporanea di impresa) cui punterebbe Vignola per arrivare al dunque, non risulta essere interamente pubblica poiché non ha ad oggi rilevato ancora il restante azionariato privato della società municipalizzata Irno Service: pertanto la società in questione manca, ad oggi, dei requisiti necessari per l’affidamento della gestione del Servizio Idrico Integrato.

Pilatescamente Vignola ha asserito in conferenza stampa: “Non penso che l’Alto Calore Servizi tenterà di prendere Solofra, così come è il quadro politico attuale”.

Ovvio (poi però magari ci spiegherà che significa quadro politico attuale...).

L’Alto Calore Servizi - e Vignola lo sa benissimo - non ha alcuna intenzione di prendersi in carico la patata bollente di Solofra.

Ma questo avverrà comunque perché sono le nuove disposizioni normative nazionali (Sblocca Italia) che imporranno all’Alto Calore Servizi di diventare gestore unico in virtù del comma 3 dell'art. 172 del Dlgs n. 152/2006 (Sblocca Italia) che stabilisce che, per il conseguimento del principio di unicità del servizio, “… l'Ente di governo dell'ambito dispone l'affidamento al gestore unico il cui bacino complessivo affidato sia almeno pari al 25 per cento della popolazione ricadente nell'ambito territoriale ottimale di riferimento” (nel nostro caso, dell’Ato Calore Irpino) e che “… il gestore unico così individuato subentra agli ulteriori soggetti che gestiscano il servizio in base ad un affidamento assentito in conformità alla normativa pro tempore vigente e non dichiarato cessato ex lege alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto”.

Dunque, il tempo darebbe per ora ragione alla tesi di Vignola ma è chiaro che questa fase di transizione è destinata a terminare con l'unico risultato dell'applicazione delle Leggi di cui sopra.

Almeno per ora, ripeto, nulla dovrebbe mutare. In attesa che si proporrà - di qui a breve - la discussione sugli aumenti tariffari (perchè questo avverrà, statene certi), Vignola farebbe bene a pensare ad altra strategia (anche mediatica) e non alla semplice difesa d'ufficio del proprio orticello (politico).

Anche perché se per l'acquaiuolo l’acqua è sempre fresca, "... manco ’a neve", la neve è destinata a sciogliersi prima o poi, rivelando un mondo sottostante che potrebbe non piacere né a Vignola né ai Solofrani.

giovedì 20 agosto 2015

La Palma d'Oro a Solofra, alcune domande che meritano risposta


L'episodio del presunto smaltimento senza autorizzazioni della palma malata sita in una proprietà di un assessore del Comune di Solofra - qualora venissero confermate le responsabilità individuate e sulle quali sarebbe al lavoro la Procura di Avellino - costituirebbe un grave atto sia dal punto di vista giuridico che politico.

In ordine a questo singolare episodio ci sono, però, diversi dubbi e domande che meritano di avere risposta, politicamente in Consiglio comunale e in sede giuridica.

1- Secondo quanto riportato dalle cronache locali, l'amministratore in questione era all'ignaro di tutto. E' possibile che l'assessore comunale in questione non sapeva che dipendenti della pubblica amministrazione prestavano servizio all'interno di una sua proprietà (privata e non pubblica)?

2- I proprietari delle palme malate che sospettino o accertino la comparsa del parassita nelle aree ritenute indenni (zona cuscinetto e zona libera. Solofra ricade in area cuscinetto) sono obbligati a darne immediata comunicazione allo STAPA CePICA competente per territorio e agli Uffici della Regione che dispone specifici accertamenti fitosanitari per confermare o meno la presenza dell’organismo nocivo e per valutare le misure fitosanitarie più opportune da attivare, a norma dell’art. 8 del decreto legislativo n. 214/2005. Tutto questo è stato fatto?

3- Posto che le operazioni di potatura della pianta malata siano avvenute tutte nel pieno rispetto delle normative vigenti (cfr. Decreto Legislativo n° 214 del 19.08.2005 e Decreto dirigenziale della Regione Campania n° 33 del 31.01.2006), dove era stata individuata la discarica autorizzata allo smaltimento della pianta malata? E i due dipendenti della pubblica amministrazione finiti oggi nell'occhio del ciclone avevano i requisiti per portare a compimento questa operazione?

Questi ed altri dubbi meritano urgentemente una risposta che la Magistratura - per quanto di propria competenza - saprà dare nel più breve lasso di tempo possibile.

Il sindaco e l'assessore in questione e soprattutto le opposizioni consiliari valutino, invece, l'opportunità (politica) di convocare il civico consesso per relazionale sull'accaduto, spiegare nel dettaglio i contorni della vicenda e agire di conseguenza.

Ne va del buon nome della città e dei suoi cittadini.

lunedì 30 marzo 2015

Pure sulla munnezza, due pesi e due misure.


Personalmente, ma la mia è solo l'opinione di un libero cittadino, non punterei tanto su una campagna elettorale che veda al centro un risultato (peraltro manco preciso) ottenuto grazie al lavoro effettuato da chi mi ha preceduto.
A Solofra in questi giorni impazzano i cartelloni pubblicitari 6x3 dell'Amministrazione comunale con cui i 'nostri' ci fanno sapere che "... il 73% fa la differenza".
Bene, benissimo.
Prima di tutto, corre l'obbligo precisare che sì, è vero che grazie all'avvio del porta a porta la percentuale di rifiuto urbano da raccolta differenziata è salita e non poco, non però fino al 73% come qualcuno ha lasciato intendere, bensì fino al 68% (dati Osservatorio Regionale Rifiuti).

Parliamo dei dati relativi al 2014 che comunque vedranno il Comune di Solofra attestarsi sotto il 40% di rifiuto urbano da raccolta differenziata (semplice questione di media aritmetica).
Però è un passo avanti di sicuro, anche perché gli ultimi dati relativi al 2013 relegavano la "... nostra splendida città" all'ultimo posto tra i Comuni della provincia di Avellino nella speciale classifica dei Comuni ricicloni.
E' un passo avanti, netto e concreto, che però trae le sue origini dall'impegno profuso dalla precedente amministrazione (della quale, giova ricordare, l'attuale sindaco è stato parte integrante per almeno metà mandato).
Nel 2011 si individuò l'attuale sito dell'isola ecologica, fu completato l’iter amministrativo e - verso fine anno - si passò all’appalto per la realizzazione dell’intervento. L'anno successivo le elezioni, la nuova amministrazione e una eredità che in questi tre anni di nuova sindacatura, talvolta è stata "... pesante e negativa", talvolta - come per la questione della munnezza - è stata semplicemente non riconosciuta come tale.
Come dire, due pesi e due misure, sia per la munnezza sia per il giudizio su quello che è stato.

lunedì 9 marzo 2015

Consiglio comunale congiunto Solofra-Montoro, chi ce l'ha più lungo?



SOLOFRA/MONTORO – Dopo due rinvii si è tenuto lo scorso venerdì uno storico Consiglio Comunale congiunto, quello che unisce il civico consesso di Solofra e quello di Montoro. Oltre alla straordinarietà dell’evento, se la riunione della scorsa settimana avrà un seguito e porterà i suoi frutti è dato saperlo solo ai posteri o, come dice Battisti, "... lo scopriremo solo vivendo". Al momento, dopo ore di discussione, quello che si è prodotto è stato un documento, letto in aula alla presenza dei consiglieri rimasti e firmato dai due Presidenti di Consiglio. Il contenuto? Ad ascoltarlo è sembrato simile ad un vero e proprio programma elettorale (incombono le Regionali…). Alcuni lo definirebbero un libro dei sogni. Una serie di politiche di collaborazione tra le due città che devono avere un unico progetto, diretti da una unica struttura, una sorta di cabina di regia: sarà compito delle classi politiche montoresi e solofrane attuare tutto ciò affinché non rimangano solo parole come quelle contenute nelle ultime due campagne elettorali che hanno visto protagoniste la città della concia nel 2012 e quella di Montoro unita lo scorso anno.

Il timore (più che fondato) è, però, che l’appuntamento di venerdì scorso possa rappresentare solo l’ennesima passerella. Ciò lo si evince dal tenore delle parole usate nel corso del dibattito. Come ad esempio “… il nostro intento è quello di riappropriarci del ruolo di rappresentanti del popolo”, “… unità e collaborazione senza distinzione di colori politici”, “… è un onore ed una grande soddisfazione”, “… Solofra ha bisogno di Montoro e Montoro ha bisogno di Solofra, ognuno nelle sue specificità, senza duplicazioni”.

Insomma – figurativamente – Solofra e Montoro hanno ballato per tre ore, tutte e due con la mano appoggiata cavallerescamente sul culo dell’altro, pur tuttavia senza provarci mai davvero.

Personalmente, a me ha dato l’impressione di aver assistito ad un gioco squallido come una lotta per le briciole, squallido come una gara a chi ce l’ha più lungo. Ma si sa che gli uomini (intesi come razza) hanno l’attitudine naturale a misurarsi gli uni con gli altri. Lo si faceva da piccoli con le misure del pisello, da giovani con le prestazioni sportive, da adulti con le rivalità che scaturiscono dalla vita sociale, economica e di relazione, da vecchi con l’insipienza delle illusioni giovanili e con la generale mancanza di saggezza; nel mezzo, a condimento di tutto questo, c'è l’amore per l’avventura, il rischio, l’agone ed il primato.

Cose - queste ultime - che non appartengono di sicuro alla classe politica di Solofra (senza distinzione di sorta tra maggioranza e opposizione) ma che, al contrario, connotano l’agire amministrativo di Mario Bianchino, l’unico – tra i due consessi – che si è distinto per avere pronunciato frasi di senso compiuto, senza mai limitarsi alla sola presa di coscienza e ai dati di fatto.


Il mio non vuol essere un endorsement al primo cittadino montorese, sia chiaro, ma l’ennesimo sprone ai politici e politicanti (e presunti tali) di casa nostra – ultimamente troppo impegnati ad appuntarsi al petto inconsistenti medaglie di cartone – ad agire concretamente nell’esclusivo interesse della comunità locale.

venerdì 6 marzo 2015

Primarie, tutti (ma proprio tutti) sul carro del vincitore.


Tutti sul carro del vincitore (e non potrebbe essere altrimenti). Il risultato delle primarie del centrosinistra è ormai noto a tutti. A vincere è stato il sindaco decaduto di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha sovvertito tutti i pronostici andando a battere l’europarlamentare Andrea Cozzolino.

Una vittoria di opinione più che di apparato partitico e politico si è detto. Nella nostra provincia è stato emblematico il risultato raccolto dall’ex viceministro nell’area del solofrano-montorese. Più di ogni cosa è balzato all’occhio il risultato ottenuto nella sola cittadina di Solofra dal De Luca salernitano, ben 621 preferenze pari all’8% (o poco più) del totale raccolto in Irpinia. Agli sfidanti Cozzolino e Di Lello è rimasto ben poco (almeno a Solofra).

Come si usa dire dalle nostre parti, “… a chi so’ figli sti voti”? La segreteria cittadina del Pd non ha mancato di appuntarsi l’ennesima medaglia (di cartone) al petto, precisando in un comunicato stampa che si tratta di “… un risultato, quello di Solofra, che con i suoi 673 votanti testimonia una volta di più quanto il Pd sia profondamente radicato nel distretto della Concia”.

Facciamo però due conti. A novembre del 2012, in occasione delle Primarie tra Bersani e Renzi, a Solofra andarono a votare poco più di 500 persone (con l’apparato locale del Pd e l’allora maggioranza ‘sponsor’ di Bersani) con il seguente risultato: Bersani 264, Renzi 201, Vendola 57. Risultato? Vittoria risicatissima.

Un mese dopo il popolo dei ‘democratici’ era chiamato a votare per le Primarie dei Parlamentari del Pd. A Solofra andarono a votare in 450 con il candidato sponsorizzato dalla segretaria locale del Pd e dalla maggioranza più prossima a Vignola, l’ex senatore Enzo De Luca, che raccolse 183 voti: De Luca successivamente rimase fuori dal Parlamento.

Un anno dopo, si votava per scegliere il nuovo segretario nazionale del Pd. Risultato a Solofra: Voti Totali: 616 - Cuperlo: 156 - Renzi: 427 - Civati: 3.
Manco a dirlo (sempre perché son tutti bravi a salire sul carro del vincitore…), il circolo locale del Pd e l’allora maggioranza avevano appoggiato l’attuale premier. 

Veniamo all’exploit per Vecienzo di domenica scorsa. Che il sindaco Vignola sia riuscito nella mirabolante opera di ricompattare tutti i democratici di Solofra, maggioranza e dissidenti compresi? Tutti deluchiani, di punto in bianco?
Ovviamente no. D’altra parte, lo stesso sindaco De Luca è stato dapprima dalemiano, poi fassiniano, veltroniano, bersaniano e ora renziano. Sempre sul carro dei vincitori.

Ritorniamo al voto di Solofra e partiamo da un piccolo ma significativo dato. Quello dell’Ente Comune di Salerno (dove De Luca è stato sindaco per 17 anni negli ultimi 22) che attraverso una delle sue società – la Salerno Energia – detiene il 35% delle quote della Irno Service* e il 20% delle quote della Global Service in Liquidazione (http://www.salernoenergia.it/immanager/1412263036_societ%C3%A0%20partecipate.pdf).


Salerno Sistemi, Salerno Mobilità, Salerno Energia, Salerno Solidale, Centrale del latte: intorno a queste società il sindaco-sceriffo ha costruito il suo consenso, nel salernitano come a Solofra nel caso della Irno/Salerno Energia.

E’ noto a Solofra che sono vicine alla Irno Service personaggi di diverso spessore e provenienza politica, così come è noto il seguito che De Luca ha avuto a Solofra da sempre e non solo negli ultimi 3 anni. Basti pensare ai soli irpini presenti al comizio di chiusura di Vecienzo a Salerno al Grand Hotel lo scorso 26 febbraio: erano politici (o ex) e amministratori (o ex) di Solofra e non erano Vignola, M. Guacci, L. Guacci, D’Onofrio, quest’ultimi ieri comodamente seduti in prima fila ad assistere al comizio di ringraziamento di De Luca ad Avellino.


Tutti deluchiani? Fino a prova contraria sì, o almeno qualcuno lo sarà fino a quando non verrà chiarita la posizione di incompatibilità e inconferibilità di Vignola nel CdA dell’Asi di Avellino.

[Francesco Di Geronimo, deluchiano doc e assessore al comune di Fisciano (dove guarda caso De Luca ha stravinto con oltre 1000 voti di scarto su Cozzolino) è nel CdA della Irno nominato nel 2012 come riferimento salernitano a Solofra].

lunedì 24 novembre 2014

Questi democratici!


SOLOFRA – Dovrei sostanzialmente starmene buono e non entrare nel merito delle vicende altrui ma non ho potuto fare a meno di notare l’ultima infelice sortita del segretario del Pd di Solofra. Il ‘nostro’ ha criticato la visita dell’on. Valentina Paris a Solofra in occasione del convegno sull’acqua promosso dal gruppo consiliare Solofra Democratica: per il segretario del Pd di Solofra, la Paris avrebbe dovuto confrontarsi col sindaco e non con la cittadinanza, come pure è avvenuto nel complesso di Santa Chiara domenica mattina dove la deputata – prima del suo intervento – ha ascoltato le ragioni di imprenditori, sindacalisti, responsabili di movimenti politici e semplici cittadini solofrani.

Ad ogni buon ragione, lascia perplessi – non tanto la mancata presenza al convegno del sindaco di Solofra (responsabile provinciale Enti Locali del Pd) o del capogruppo di maggioranza (pure in quota Pd) – quanto proprio quella del segretario cittadino dei democratici.

Insomma, al convegno non era presente un deputato qualsiasi del Pd: la Paris – per chi non lo sapesse – è una delle donne ‘democratiche’ tra le più preparate e in vista, sempre più presente nei dibattiti sui media nazionali (per stessa volontà del partito), non a caso ‘voluta’ dal premier Matteo Renzi a rivestire il ruolo di responsabile nazionale nella sua segreteria. Mica pizza e fichi!

Obbligo morale e rigore di partito avrebbe dovuto quanto meno portare il ‘nostro’ segretario cittadino ad accogliere la deputata, non foss’altro per la sua qualità di ‘padrone’ di casa. E invece no. Si è preferito assecondare le voglie del supremo principe di Palazzo Orsini, cui era invisa l'iniziativa dei due reietti De Stefano e Pisano.

E non mi si dica che i sopra citati non erano stati invitati a prendere parte all’incontro poiché chi vi scrive - cui è stato affidato il compito di moderare il convegno - ha preteso e voluto che fossero invitati tutti i riferimenti istituzionali territoriali, dal sindaco di Montoro al sindaco di Solofra fino all’Ente Provincia.

Non si crucci però il ‘nostro’ segretario cittadino: venerdì scenderà in Irpinia il premier e leader del Pd, Matteo Renzi: sarà questa l’occasione per fare chiarezza direttamente con chi di dovere. Anche perché – gerarchicamente – più in alto della Paris c’è solo Renzi.

sabato 18 ottobre 2014

Ecco perché De Luca è venuto a Solofra

SOLOFRA - "Ma che é venuto a fare questo a Solofra?". "Chi c'era in sala?". Siamo franchi: interessava veramente a qualcuno il discorso sull'ideologia di partito del sindaco De Luca, sulla sua opportunità di candidarsi alle regionali e il ruolo degli alleati? Senza dubbio no. Ai più, o perlomeno a chi non c'era, interessava sapere chi ha presenziato al convegno e ovviamente le cose dette dal sindaco di Salerno in ottica locale.

Spiace deludervi ma - e me ne darete atto - la stragrande maggioranza dei big della concia ha disertato l'appuntamento: a riempire le colonne di sedute (posizionate ad arte per colmare gli spazi della sala maggiore di Palazzo Orsini) erano per la maggiore curiosi (De Luca attira ancora da queste parti...), i soliti precettati e cooptati del sindaco e il consueto codone di amministratori e portaborse che De Luca si porta dietro in campagna elettorale.

Dunque, la domanda successiva è la seguente: che novità ha portato De Luca per Solofra? La risposta più sincera l'ha data proprio De Luca - ironicamente e neanche tanto - rispondendo ai giornalisti: "Prima di tutto sono qui perché apprezzo la bontà della cucina irpina". Buontempone d'un De Luca!

Personalmente, per il tenore degli argomenti trattati e delle risposte avute, il meeting di ieri è sembrato essere solo una mera passerella elettorale che De Luca sfrutterà per raccogliere qualche migliaio di voti (e magari qualche assegno) per eventuali Primarie, e che Vignola sfrutterà come ennesimo specchietto per le allodole da mostrare alla cittadinanza.

Tant'è. Si è parlato di sviluppo strategico e futuro del distretto. De Luca ha detto che Salerno deve fungere da piattaforma logistica anche per le città della Valle dell'Irno, che dovranno diventare area vasta della stessa Salerno; si dovranno implementare le infrastrutture e i collegamenti, il tutto a vantaggio della mobilità e del commercio.

Peccato che solo qualche settimana fa sia stato stipulato un protocollo d'intesa con l'università di Fisciano per la creazione di una rete di trasporti che da Eboli passi per Salerno e Cava e arrivi fino a Montoro e Avellino, NON CONTEMPLANDO SOLOFRA! Quali progetti di sviluppo?
La terza corsia sul raccordo? Il progetto si ferma all'altezza dell'imbocco per l'A/30 (non arriva dunque a Solofra).
Ancora. Se il presente e il futuro del distretto solofrano è e sarà la concia, e se la concia basa la propria attività sull'acqua, mi spiegate perché sfruttare la possibilità di accedere a fondi sicuri chiedendo 3 milioni e passa di euro per fare un parcheggio? Questo è sviluppo strategico?

mercoledì 15 ottobre 2014

"Un comandante dei Vigili Urbani non nominato dal sindaco ma che sia assunto per merito e per concorso"



SOLOFRA - L'ennesima 'perla' di questa amministrazione è data dal bando di concorso per l'individuazione del nuovo comandante dei Vigili Urbani, altro grande cavallo di battaglia del sindaco Vignola in campagna elettorale. Il nuovo bando - che tutti potete legge sull'Albo Pretorio on line - prevede l'assegnazione dell'incarico ex art. 110 del Dl 267/2000 ovvero "... il sindaco decide intuitu personae la nomina del Capo della Polizia Municipale". Ho messo tra virgolette quest'ultima parte perchè ho ripreso - pari pari - alcune dichiarazioni di Vignola del marzo 2011 apparse sul Corriere dell'Irpinia.

Continuo a riportare alcune righe di quell'articolo: "Fermo restando la professionalità di chi ha ricoperto questa mansione in tale periodo, è importate che a questo compito sia chiamata una persona libera da condizionamenti di vincoli contrattuali a scadenza, possibilmente un giovane, motivato e con delle prospettive. Nominare qualcuno che abbia già una carriera alle spalle costa anche di più alle casse comunali considerata la differente retribuzione che gli spetta. In questi anni, - affonda Vignola -, l'Amministrazione si è dimostrata incapace anche di organizzare un concorso".

Dunque, il mandato sarà assegnato sempre con questa modalità, con un contratto part time a tempo determinato.

E peccato che lo stesso Vignola (come vedrete nel video in allegato) nel maggio del 2012 (in piena campagna elettorale) abbia rinnovato e tuonato tutto il suo sdegno rispetto a questa forma di assegnazione di incarico salvo poi, con il bando di cui sopra (consultabile sempre sull'Albo Pretorio on line), ritornare sui propri passi.

Sembra uguaglianza col passato, ma è mimetismo, ed è in nome di questo che i politici dicono e si contraddicono con grande serenità, fino al motto, terribile, che il ministro Gianfranco Rotondi usa sottoscrivere, attribuendolo al suo collega della Prima Repubblica, Fiorentino Sullo, il quale davanti all’accusa di cambiare troppo facilmente idea rispondeva: "In politica, le cose che si dicono, valgono solo nel momento in cui si dicono".

martedì 14 ottobre 2014

La dignità politica. Sopra ogni cosa.

Una immagine dalla segreteria provinciale del Pd
SOLOFRA – Il sindaco di Avellino Paolo Foti, stando ai numeri, avrebbe dovuto stravincere le provinciali. Partiva con un netto vantaggio: quello di avere i voti della maggioranza dei consiglieri al Comune di Avellino e della maggioranza di almeno 4 dei grandi Comuni su 6 (Montoro, Solofra, Atripalda e Mercogliano). Invece ha perso.
Ha perso e da degno uomo politico quale è, ha annunciato le proprie dimissioni. Che poi saranno ritirate o meno entro 20 giorni, poco importa. Questo era ciò che il suo ruolo istituzionale gli richiedeva al momento.

Foti ha perso le provinciali perché gli amministratori del suo stesso partito e della sua stessa area politica, a partire dalla ‘sua’ Avellino fino a Solofra, hanno votato contro, preferendo barrare la casella Gambacorta piuttosto che ‘astenersi’ e annullare la scheda come pure ha fatto Giordano di SeL.

Foti si è dimesso e questo riconsegna al sindaco di Avellino una nuova chance per ridare vita ad una città morente che non è capace di assurgere al ruolo di città capoluogo d’Irpinia.

Ma prima di Foti si sarebbe dovuto dimettere Carmine De Blasio, ovvero il coordinatore provinciale del Pd, e prima ancora tutti i componenti della sua segreteria, compreso quel Michele Vignola che oltre ad essere sindaco del quarto Comune della provincia è anche Responsabile degli Enti Locali del Pd. E se tanto mi da tanto, se la Provincia con la riforma Del Rio è diventato un Ente di secondo livello più simile ad un Consorzio Asi che ad un organo di Governo, farebbe bene a fare un passo indietro, come ha fatto Foti, per l’onore del ruolo istituzionale che riveste.

Magari saranno i fatti a smentirmi ma Vignola potrebbe uscire dalla débâcle del Pd alle provinciali con un premio: la vice presidenza all’Asi. Intanto i mal di pancia nella maggioranza a Solofra non si placano e le polemiche tra il sindaco e i dissidenti del Pd solofrano continuano a fare bella mostra di sé sulle cantonate cittadine, polemiche che hanno l’unico orizzonte dell’occupazione degli spazi di potere disponibili, totalmente incuranti che una larga fetta della popolazione resta quotidianamente senza acqua. Buonanotte al secchio.

sabato 11 ottobre 2014

Chi va per questi mari... questi pesci trova.

SOLOFRA – Analizzare l’esito del voto a caldo non è mai cosa semplice e ponderata. Soprattutto se parliamo delle provinciali, elezioni ‘trasformate’ dopo la riforma Del Rio, che hanno coinvolto ieri e oggi l’Irpinia e che hanno visto il successo di Domenico Gambacorta, sindaco di Ariano Irpino ed esponente di Forza Italia. Se non altro, questa nuova tipologia di voto è servita a misurare il consenso degli amministratori sul territorio. Se tanto mi da tanto, quello che ne esce fuori è un quadro a tinte poco chiare per la maggioranza al governo a Solofra.

Il nostro Comune era inserito nella fascia che raggruppa i Comuni con popolazione superiore a 10mila abitanti e inferiore a 30mila (per importanza, solo seconda al Comune di Avellino); con Solofra vi erano altre tre (su un totale di sei) amministrazioni a maggioranza Pd (o di area di centrosinistra) quali Atripalda, Montoro e Mercogliano. Ebbene, in questa fascia, 54 – tra consiglieri comunali e sindaci – hanno votato per il neo presidente Gambacorta (riferimento per Forza Italia e Nuovo Centro Destra); 40 invece per il candidato del Pd e sindaco di Avellino Paolo Foti. Chiara, a questo punto, la bocciatura per un amministratore (Foti), già duramente contestato all’interno della sua stessa amministrazione (Avellino) e che di certo e incondizionatamente non gode di tutti i favori all’interno della segreteria del suo partito (il Pd).

Ma quello che interessa più da vicino Solofra è il dato relativo all’apprezzamento dei candidati al Consiglio. La nostra area di riferimento (montorese-solofrano) presentava ai nastri di partenza ben tre aspiranti al consiglio: Guglielmo Lepre (Montoro, area Pd), Girolamo Giaquinto (Montoro, area Forza Italia) e la ‘solofrana’ Agata Tarantino (inserita nella lista del Pd). Il risultato finale? Su una platea di possibili 34 votanti (17 a Montoro e 17 a Solofra), 11 voti sono andati a Giaquinto, 7 a Lepre e 2 a Tarantino. A passare in Consiglio (facendo il calcolo ponderato su tutte le 5 fasce territoriali) sarà perciò Girolamo Giaquinto.

I soli due voti assegnati alla Tarantino devono ancora di più far riflettere sulla tenuta della maggioranza a Solofra. Per tanti motivi. Perché (come ho già scritto) il sindaco Vignola (che avrebbe rinunciato sagacemente alla candidatura ‘suggerendo’ l’assessore di Palazzo Orsini) e la sua maggioranza l’hanno lasciata in solitaria nella gabbia dei leoni; perché il sindaco Vignola è anche responsabile Enti Locali (quindi Provincia) di un Pd che è uscito con le ossa rotte da questa elezione; perché, a questo punto e visti gli scarsi risultati sinora conseguiti, la nomina del sindaco Vignola nel CdA dell'Asi di Avellino suonerebbe come l'ennesima presa in giro per Solofra e per quanti si riconoscono nel Pd; perché il sindaco Vignola, alla luce dei risultati delle provinciali e dei mal di pancia interni alla propria maggioranza, farebbe bene a fare un passo indietro. Il tutto per il bene del paese.

mercoledì 8 ottobre 2014

Se non avete voglia e tempo di dedicarvi a Solofra dimettetevi


SOLOFRA – Morte della democrazia, svuotamento delle Istituzioni e attentato al ruolo e alla libertà di espressione del Consiglio. Quanto andato in scena ieri al Comune di Solofra non deve e non può passare in cavalleria ma stigmatizzato da tutti (opposizione, associazioni, semplici cittadini). Diciamolo chiaramente e una volta per tutte: il paese è governato con supponenza e arroganza. Solofra merita di più: è questo il tempo di mettere al bando i personalismi e di farsi carico in prima persona del futuro del paese.

Il Consiglio comunale di Solofra, che si sarebbe dovuto tenere ieri 7 ottobre in seduta aperta per trattare – tra i vari – gli argomenti acqua e alluvione, è saltato a causa dell’assenza della maggioranza (era presente tutta l’opposizione). Al sindaco Vignola – che comunque ha presenziato all’avvio dei lavori consiliari – non è rimasto altro che – dichiarata non valida la seduta – ‘scappare’ a capo chino, quasi adirato, ahimè tra l’indifferenza dei pochi presenti al Palazzo comunale.

Davvero sarebbe potuto essere un bel confronto politico e invece è emerso quello che qualcuno di noi sa già da tempo, ossia che la maggioranza è sempre più sgretolata (si veda anche il ‘caso D’Onofrio’). Singolare poi che proprio sulla questione ambientale (acqua e alluvione) non si riesca mai a dare una risposta ai cittadini. Pessimi segnali.
I cittadini sono lasciati soli e ogni qual volta che c’è da prendere delle decisioni politicamente serie o di confrontarsi, puntualmente l’amministrazione comunale non è presente. Va ribadito come nessuna azione politica per il lavoro, la salute, l’ambiente, le famiglie in difficoltà sia in atto. Nemmeno considerati i giovani. Solo un continuo accumularsi di assenze e ritardi ingiustificati sulle questioni ambientali, difesa della salute e sviluppo strategico, oramai considerati da tutti le priorità tra le priorità.

Far saltare l’assise è stata una mancanza di rispetto nei confronti dei solofrani. Riguardo alla questione politica, nessun medico ha mai ordinato agli attuali amministratori di governare la nostra città che attende la soluzione di numerosi problemi, provvedimenti urgenti che non possono essere ulteriormente procrastinati. Se qualcuno non ha a cuore l'interesse della città, dovrebbe dimettersi a lasciare spazio ad altri.

Le dichiarazioni di Vignola e Pisano

SOLOFRA - Riviviamo insieme i fatti e le circostanze che hanno portato ieri 7 ottobre alle dimissioni di Gabriele Pisano da presidente del Consiglio di Solofra e al non svolgimento dell'assise civica.

Di seguito le dichiarazioni del sindaco Michele Vignola sul caso 'acqua'.


Di seguito le dichiarazioni del sindaco Michele Vignola sul caso Pisano.


Di seguito la replica di Gabriele Pisano.




giovedì 2 ottobre 2014

Emergenza acqua a Solofra: l'oblio dell'inquinante


SOLOFRA – Sono passati più di due mesi dalla conferenza di servizi convocata a luglio dall’Ato Calore Irpino per l’approvazione del ‘Piano di messa in sicurezza di emergenza’, strumento che gli Enti preposti hanno appuntato in ordine al contenimento della contaminazione da tetracloroetilene nella falda profonda dell’area che sottende i Comuni di Solofra e Montoro. Ebbene, da quel giorno sono passati ormai più di due mesi e, in tutta sincerità, nulla si è saputo degli eventuali progressi, o di contro delle battute d’arresto, che il processo ha subito nel dibattito interistituzionale (ma qualcuno sa se mai se ne è parlato?).

Come se l’inquinante della falda fosse di colpo sparito e le problematiche di approvvigionamento idrico a Solofra del tutto risolte.
Sappiano - in verità - che così non è. La Regione Campania da una parte fa ‘melina’ perché vorrebbe perseguire la via della caratterizzazione e bonifica, così come previsto nelle norme del Testo unico sull’Ambiente; dall’altro, invece, assistiamo all’immobilismo delle Istituzioni locali, cui ormai non vale più la scusa dell’impotenza degli Enti locali.

Si ricorderà come, proprio nel corso della conferenza di servizi di luglio, fu sottolineato che la fonte inquinante della falda idrica profonda sotto i Comuni di Montoro e Solofra, interessata dagli ormai noti eventi di cronaca di inizio anno, risultava e risulta ancora attiva e - potenzialmente – rischia ad oggi di migrare a valle.

L’ing. Oreste Montano, esperto infrastrutture e consulente tecnico per Aato1 Calore Irpino, forse per la prima volta in via ufficiale fece riferimento alla necessità di interessare le istituzioni competenti sul rischio che la popolazione abbia già potuto subire danni dall’inquinamento dell’acqua potabile, quindi auspicando l’avvio di uno screening medico sulla popolazione residente nei due Comuni interessati dalla problematica.

A ciò, si aggiungano le ormai innumerevoli segnalazioni di sospensione della fornitura idrica a Solofra, sospensioni peraltro effettuate senza mai dare comunicazione alla cittadinanza, elemento, questo, che oltre ad essere fonte di ben comprensibili ed immaginabili disagi legati al soddisfacimento di bisogni primari, comporta danni ad elettrodomestici in funzione all'atto della sospensione dell'erogazione idrica. Quanto detto non è accaduto per un fortuito caso nel mese di settembre, in quanto lo stesso Prefetto di Avellino Carlo Sessa, ovvero il rappresentante del Ministero dell’Interno in Irpinia, già mesi addietro aveva allertato il Comune di Solofra su possibili disagi alla popolazione derivanti da problematiche connesse alla rete idrica locale.

E’ del tutto evidente che l'attuale amministrazione comunale e l'azienda che gestisce l'erogazione di acqua pubblica, non hanno tenuto e non tengono conto non solo dei disagi, ma anche dei danni materiali che posso scaturire da una gestione di un servizio pubblico di estrema importanza in modalità spesso discutibili.

lunedì 29 settembre 2014

Sensi unici e dissidi in maggioranza, non reggono le 'scuse' di Vignola


SOLOFRA – Diciamocelo con franchezza: le motivazioni addotte dal sindaco Michele Vignola sul ritorno al vecchio piano urbano del traffico non reggono. Anzi, sarebbe il caso di dire, fanno acqua da tutte le parti.
Lungi da me criticare tale decisione, sia chiaro. Ho avuto modo di riferirlo ‘de visu’ anche al sindaco subito dopo la conferenza stampa convocata in pompa magna sabato mattina a Palazzo Orsini: così come è stato fatto solo poche settimane prima ad Ariano Irpino dal sindaco Gambacorta, anche a Solofra la sperimentazione dei nuovi sensi unici di marcia non ha reso come nelle aspettative, ragion per cui si è resa necessaria una revisione di tale piano. Il problema, semmai, risiede nelle ragioni che hanno spinto all’applicazione dei nuovi sensi di marcia e, di conseguenza, alla folgorazione sulla via di Damasco del prossimo 12 ottobre.

DUE PESI E DUE MISURE - Nel corso della già citata conferenza stampa, infatti, il sindaco Vignola ha tenuto a precisare che la ‘sua’ è una amministrazione sensibile alle istanze della cittadinanza, quando queste hanno vera rilevanza sul territorio e non si limitano ad essere la voce di pochi sparuti ‘critici’. Ebbene, il riferimento era chiaramente rivolto a quanti (più di 1100 sottoscrittori della petizione popolare) in questi mesi stanno ‘combattendo’ contro il progetto del parcheggio interrato in piazza Marello. Dunque, questi non hanno meritato cotanta ‘sensibilità’ da parte di questa amministrazione comunale che più e più volte – paradossalmente – ha destinato al mega progetto di piazza Marello il proscenio di piazza Umberto I, luogo di presentazione al pubblico del progetto urbanistico. Pochi critici, dunque, ma un’intera piazza da destinare alla divulgazione dell’opera.
Al contrario, invece, il nuovo piano viabilità – sempre secondo Vignola – sarebbe stato fatto oggetto delle critiche di migliaia di solofrani ma, di fatto, non ha mai meritato l’attenzione di uno spazio o di un convegno dove potesse essere presentato e spiegato al pubblico. Due pesi e due misure che sinceramente non hanno ne capo ne coda.

Non reggono neanche le motivazioni secondo cui le attività e i lavori per l'attuazione del nuovo piano viabilità sarebbero stati fatti "... quasi a costo zero". Fiducioso, in questo senso, attendiamo che il sindaco tenga fede all'ennesima promessa, ovvero al fatto che il rifacimento della segnaletica orizzontale verrà effettuato ex novo per ben due volte all'anno.

IL GIALLO DEL PARERE DEI VIGILI URBANI - Premesso che non s'è mai vista una ordinanza che modifichi, in parte o completamente, la viabilità urbana di un paese senza la firma o l'assenso del responsabile della polizia municipale (che è dirigente comunale), appare almeno strano il fatto secondo cui mentre il sindaco apponeva in Giunta la firma sul nuovo dispositivo che regola il traffico veicolare, ebbene proprio in quell'istante sarebbe arrivato il 'papello' dell' "... alto graduato" dei caschi bianchi di Solofra che criticava tale operazione.

MAGGIORANZA COMPATTA? - Di più. Il fatto che Vignola abbia voluto al suo fianco, nel corso della conferenza stampa di sabato, tutti gli uomini e le donne della ‘sua’ maggioranza sta a significare non già la coesione e la compattezza di un gruppo che ha già perso nel peggiore dei modi due preziose pedine (Gerardo De Stefano e Gabriele Pisano) ma l’esatto contrario. I mal di pancia all’interno della maggioranza si fanno sentire eccome e soltanto un ponderato rimpasto di metà mandato (tra qualche mese) potrà plasticamente darci atto di questo.
I grattacapi per Vignola non mancano anche in questo senso, perché nel maggio del 2012 sono state firmate delle cambiali (politiche, s’intende) cui il sindaco non potrà esimersi dal non onorare, pena la stabilità del suo Governo cittadino.

E come leggere la sua mancata candidatura al Consiglio provinciale (lui che è responsabile degli Enti locali del Pd irpino)? Ha avuto paura della concorrenza montorese o, semplicemente, è stato lungimirante e, dunque, conscio di non potercela fare? Intanto, è stata spedita nella gabbia dei leoni la Tarantino che – in quota Pd (eh già, è inserita nella lista Pd) – parteciperà alle nuove provinciali del prossimo 9 ottobre, consapevole – a mio modo di vedere – che dagli occupanti del Consiglio comunale di Palazzo Orsini avrà ben pochi piaceri.

Concludo con un inciso: auspichiamo – e non solo chi vi scrive – che la maturità dimostrata dal sindaco in occasione dei sensi unici, possa essere messa in pratica anche per il parcheggio e per la questione acqua.

giovedì 18 settembre 2014

Sviluppo strategico, questo sconosciuto (a Solofra)


SOLOFRA – Ho seguito ieri con molta attenzione la firma del protocollo d’intesa che alcuni Comuni delle province di Avellino e Salerno hanno sottoscritto con l’Università degli Studi di Salerno. Si tratta della costituzione di un Tavolo tecnico permanente teso ad analizzare i problemi di mobilità da e per l’Università di Fisciano e l’Azienda Ospedaliera Universitaria, al fine di proporre e coordinare soluzioni in ambito di mobilità e infrastrutture.
Il gruppo di lavoro, come dicevo, è formato, oltre che dalla stessa Università, da 13 Enti Comune: dai capoluoghi di provincia Salerno e Avellino fino a Baronissi, Mercato San Severino e Montoro, dalla Piana del Sele, da Battipaglia, Bellizzi, Eboli fino ad arrivare a Castel San Giorgio e Cava de’ Tirreni.

Queste amministrazioni sono interessate a garantire agli studenti e agli utenti provenienti dai rispettivi bacini territoriali servizi di mobilità efficienti ed efficaci utili raggiungere i centri di servizio dell’Università degli Studi di Salerno; sono interessati a condividere dati relativi alla domanda di mobilità generata dagli studenti dell’Università provenienti dai bacini territoriali di proprio interesse; sono interessati a valutare e proporre sia singolarmente sia in modo coordinato soluzioni e tecnologie innovative di mobilità che potenzino i collegamenti tra l’Università e i rispettivi territori comunali.

Al di là dei buoni propositi del protocollo, delle pacche sulle spalle tra i vari sindaci invitati, al di là della pessima qualità del caffè bevuto nella Sala del Rettorato, non ho potuto non notare l’assenza del Comune di Solofra al suddetto gruppo di lavoro. Per una semplice ragione: da soli non si va da nessuna parte, occorre che gli Enti facciano rete, in tutti i settori amministrativi.

Per inciso, riporto un passaggio del discorso che ha tenuto il Rettore dell’Ateneo Aurelio Tommasetti:
“Il nostro Ateneo è oggi è il primo ateneo del sud ma è anche tra le prime dieci università italiane – inclusi i politecnici – per capacità di attrazione di fondi, la maggior parte dei quali sono legati a progetti che coinvolgono le aziende e gli Enti del nostro territorio”.

Aziende ed Enti, appunto.
Quale ghiotta opportunità quella offerta dall’Ateneo di Salerno! Perché non coinvolgere pure il Comune di Solofra, 12mila abitanti (più di Roccapiemonte, tanti quanti Castel San Giorgio e Bellizzi), sede del Distretto industriale tra i più importanti del Mezzogiorno? Non dovevamo noi guardare all’asse di sviluppo della Valle dell’Irno e a Salerno?

E invece, miei cari, non è così. Dalle parti di piazza San Michele si guarda sempre con maggiore forza e testardaggine ai fatti di Avellino, a una provincia che ormai ha completamente abbandonato le sue aree ‘periferiche’. L’ha subito capito il neo eletto sindaco di Montoro Mario Bianchino: lo sviluppo di un grande Comune di 20mila abitanti della zona interna della Regione non può non passare per l’interazione con le grandi realtà della fascia costiera. Altrimenti sarebbe la morte. Bianchino l’ha capito ed è salito subito in groppa al cavallo più veloce.

Cos’è che non va a Solofra? E' mancato il formale invito? L'amministrazione comunale di Solofra ha le idee poco chiare rispetto a quelle che sono le tematiche di sviluppo strategico di una realtà importante come è quella di Solofra, ha le idee poco chiare rispetto alle vere priorità del paese (vedasi le questioni acqua/parcheggio interrato/fondi EU/Puc e Cambi d'Uso in Area Asi).
Spero di essere prontamente smentito. Lo spero ma non ci credo.